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02/09/2021

Diario di bordo (IV)

Shashamane, 01 Settembre 2021

 

Una storia...lei è Kalkidan

Pina ci racconta da Shashamane

 

A volte, quelle che chiamiamo coincidenze, non finiscono mai di stupirci...

...C'è un legame, un sottilissimo filo rosso che lega il possibile all'inevitabile.

Inevitabile l'incontro di oggi nel cortile della missione. Tornavamo da una visita della scuola sostenuta dal Gmanapoli,  ad attenderci due uomini dal volto scavato, vestiti con abiti dignitosi e poveri ma che non nascondevano una bellezza cruda. Con loro una splendida bambina di 4 anni, Kalkidan. 

Si sono avvicinati ad Abba Gebre' e, in amarico, gli hanno chiesto qualcosa, supplicandolo con gli occhi, con le mani e con il corpo. 

Ho chiesto a Nunzia, la nostra responsabile,  cosa avessero detto...ma avevo già intuito dai loro gesti imploranti.  "Qualcosa da mangiare, un lavoro, qualche abito...o almeno prendere a scuola la piccola". Io e Kalkidan ci siamo guardate negli occhi, abbiamo sorriso, di quel sorriso che solo questi bimbi, così poveri, sanno regalarti. Ci siamo  "prese" e " legate" in un attimo. Ho detto "la prendo io in adozione" . E allora quell' uomo, Joannis, così alto, così magro, così disperato, si è gettato ai miei piedi,e li ha baciati, con mio grande sconcerto, il volto a terra, nella polvere. Piangeva. Mi sono inginocchiata anch'io, l'ho tirato su, l'ho abbracciato e gli ho detto " tu sei mio fratello".

Ecco, dimensioni diverse creano legami tra il possibile e l' inevitabile. 

Domenica Joannis, il padre della bimba, era svenuto in chiesa, per la fame, ci hanno detto poi.

Kalkidan in amarico significa speranza.