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Descrizione del progetto

Attualmente (dati aggiornati al maggio 2014) la sezione femminile del carcere locale, costituita semplicemente da un unico capannone e da un piccolo prato antistante che funge anche da stalla, ospita 68 donne con i loro 17 figli. Le accuse vanno da piccoli a grandi reati: spaccio, furto, prostituzione, uccisione dei partner. I bambini, naturalmente, non hanno commesso alcun crimine ma, non essendoci chi possa prendersene cura all’esterno, sono costretti a vivere le stesse sorti delle loro colpevoli madri. All’interno del carcere già operano altre associazioni, ma nessuna di esse si interessa di alfabetizzazione e formazione professionale delle donne, elementi indispensabili per un riscatto sociale ed economico.

Contesto di riferimento

Shashamane, ubicata nello Stato-Regione dell’Oromia, è strategicamente situata al centro di un importante snodo stradale. Essa dista 250 km circa da Addis Abeba ed è un centro commerciale con intenso traffico, privo di servizi essenziali.
Mancano in città sufficienti attività produttive per occupare le centinaia di potenziali lavoratori e lavoratrici che si immettono sul mercato come manodopera non qualificata. Molte famiglie superano la soglia di povertà estrema a causa di malattie e\oassenza dei capofamiglia.L’analfabetismo,diffuso in tutto il paese, raggiunge tassi elevatissimi fra le donne adulte, arrivando fino al 70%.

Obiettivi

• Assicurare alle donne detenute istruzione di base e formazione professionale, con ricadute positive sui livelli igienico-sanitari.
• Assicurare forme legali di guadagno per mantenere figli e congiunti al di fuori del carcere.
• Concedere forme di microcredito all’uscita dal carcere da investire nell’orticoltura, piccolo commercio, allevamento di animali da cortile e fabbricazione di manufatti.
• Contribuire a prevenire reati e forme di violenza di genere che spesso porta all’uccisione del partner.

Beneficiari

Diretti:
• 2 gruppi da 15 membri ciascuno il 1°anno;
• 4 gruppi da 15 membri ciascuno il 2°anno.
Indiretti:
• le famiglie delle detenute;
• la comunità locale.