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Prime notizie da Shashamane

Il nostro volontario Marcello, arrivato venerdì mattina in Etiopia, ci scrive da Shashamane con grande entusiasmo:

Cari tutti,

avevo promesso che vi avrei scritto entro il weekend, ma qui a Shashamane la connessione wi-fi è precaria: va e viene, nonostante il segnale ci sia sempre. Anche la connessione sui social non regge. Pertanto, dopo vari tentativi di invio, vi scrivo oggi, terzo giorno di esperienza in Etiopia.

Le emozioni sono forti ed intense. Finalmente posso tastare quella vita di comunità, quelle tradizioni e quegli ambienti impervi e complessi che cercavo da tempo!

Ma veniamo al dunque, alla nostra mission.

ASELLA: I bambini ci hanno accolto calorosamente, lanciandoci mazzi di fiori sul furgoncino all’ingresso del cancello, con tutta la forza in loro possesso. L’attività di raccolta dei disegni e delle foto si è susseguita regolarmente. Come sfondo degli scatti ho scelto un tema floreale, con alcuni scorci di sole, al posto del solito muro. Abbiamo consegnato la cioccolata regalataci e i bambini sono stati felicissimi! Li ho conosciuti uno per uno, in particolare mi ha stupito Eticha Gada che, nonostante venga dalla strada, risulta il trascinatore dell’intero gruppo. E’ colui che stabilisce come le cose vadano fatte, invitando i restanti compagni ad emularlo nelle buone azioni.

Sabato c’è stato un cambio di programma: sono arrivato a Shashamane con un giorno di anticipo rispetto al planning prestabilito. E in solitaria, con l’autista Abraham.

SHASHAMANE: l’esser giunto da solo non mi è dispiaciuto affatto, poichè nella notte fra sabato e domenica ho potuto sistemare il lavoro da fare nei prossimi giorni. Domenica, invece, ho assistito alla messa del mattino, in cui è stato celebrato anche un battesimo. Da notare la funzione liturgica abbastanza diversa dalla nostra, con canti sfrenati, movenze particolari e tanta voglia di urlare la propria fede, con la gioia nel cuore, non con la mestizia che si vede da noi. 

Prime impressioni. Il nuovo prete, Abba Yitagesu, parla bene italiano ed è molto cordiale e discreto, l’altro, Abba Gebriel, pare molto attivo e disponibile. C’è stata unità di intenti su tutto. Anche Abel mi ha fatto una buona impressione: attivo, cordiale e disponibile. Ha dimostrato di avere molto a cuore gli studenti della Casa Famiglia.

In serata, invece, siamo stati invitati a cena dalla famiglia che domenica mattina ha battezzato il proprio figlio presso la chiesa di Shashamane. Un’occasione in più per respirare quell’aria da abitazione privata, piena di condivisione.

A presto su questi schermi, Marcello

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