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Corso di Salute e Migrazione

Nella magnifica struttura di Villa Glori, nella sede della sua Casa Famiglia, abbiamo partecipato alla XXVII edizione del Corso di Medicina delle Migrazioni dal 10 al 12 ottobre 2018.

Il dott. S. Geraci ha diretto il corso, coadiuvato dal prof. Marco Mazzetti, pediatra e psichiatra, dal Presidente della Società Italiana della Medicina delle Migrazioni, il prof. Maurizio Marceca e dalla dott.ssa Giulia Civitelli, anch’essa membro della Società.

E’ stato ampiamente trattato, dal punto di vista socio-sanitario, il fenomeno migratorio in Italia per poi passare all’organizzazione dei Servizi Sanitari per immigrati, mettendo le varie esperienze a confronto. Ognuno ha raccontato la propria storia, articolata nelle varie realtà italiane, sia istituzionali che di volontariato, nell’intento di individuare linee e criticità comuni.

A seguire, il tema “immigrazione, cultura e salute”, condotto dal prof. Marco Mazzetti, arricchito fortemente da accattivanti squarci di esperienze personali, vissute sia in Africa che nell’ambulatorio Caritas presso cui lavora da anni.

Pensare al paziente in quanto persona, a volte anche in difficoltà rispetto alle realtà non sempre accoglienti che incontra in quanto immigrato e affetto da “nostalgia” per il “mondo” e la cultura che porta con sè, ci impone sempre un ascolto empatico. Questo non vuol dire tralasciare la necessità di studiarne con attenzione e rispetto le diversità, anche dal punto di vista antropologico, e ciò diventa un elemento essenziale nel lavoro di noi medici, anche al fine di una completa e corretta adesione del paziente stesso alla terapia.

Il Corso si è chiuso con i racconti dei vari operatori del settore, ed è stato un momento di emozione e speranza sentire l’entusiasmo che ha accompagnato le varie esperienze delle realtà regionali, provinciali e comunali presenti.

La partecipazione a questo Corso base ci ha arricchiti sia professionalmente che sul piano umano, permettendoci di acquisire informazioni utili anche per la nostra attività a contatto con le persone in difficoltà, sia qui in Italia che in Etiopia, al fine di affermare un’altra “umanità” che non sia quella che rischia di diventare dominante, quella dell’uomo contro l’uomo, ma di tanti piccoli semi che si contrappongono all’ingiustizia per costruire una nuova visione del mondo.

Marisa, Vanni e Peppe