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L’associazione GMAnapoli nelle scuole. Dall’Etiopia alla Campania, il volontariato per una cittadinanza attiva

Il GMAnapoli opera in Etiopia avendo come perno della propria attività l’istruzione, il principale grimaldello per l’emancipazione di donne e bambini: case famiglia per i piccoli raccolti per strada, possibilità di riscatto per le donne nelle carceri e tra poco anche un’aula in cui gli stessi bambini delle madri carcerate potranno avere un maestro. Molti dei ragazzi delle comunità GMA, in un tempo di lavoro ormai più che ventennale, sono poi cresciuti, hanno frequentato l’università e alcuni tornano per aiutare i volontari in missione. Questo crisma educatore l’associazione se lo porta dentro come una traccia originaria. Esso si esprime, infatti, anche con l’interesse per il nostro territorio e le sue scuole (primarie, secondarie di primo e secondo grado) con il Progetto EAS (Educazione allo sviluppo), referente la dott.ssa ginecologa Marialuisa Porzio. (la sezione specifica del Progetto è sulla pagina dedicata del sito)

Non si tratta della solita persuasione al volontariato: la linea pedagogica di GMA è volta in generale alla presa di coscienza dei bambini/ragazzi riguardo a temi mondiali e umanistici ogni anno diversi, “umanistici” proprio nel senso che si occupano dei conflitti e della tensione al superamento di essi, propria della ricerca sul, del e dentro l’Uomo, nella sua relazione col mondo. I titoli dei percorsi di quest’anno sono i seguenti: “Il viaggio”; “L’Africa, un continente dai mille volti”; “L’importanza delle regole”; “Essere africani un giorno”.Non si sta parlando, quindi, neanche del solito tran tran per cui i ragazzi prendono quell’ora di approfondimento come l’intervallo: GMA è chiaro nel proporre l’elaborazione di tragitti di crescita attraverso una collaborazione con i docenti che non si limiti soltanto al periodo in cui sono presenti gli esperti volontari in classe, ma con un lavoro teso a maturare nel tempo. Valga come dimostrazione il fatto che le alternative all’interno dei percorsi tematici seguono indicazioni contenutistiche di fondo delineate e mai generiche, con apporti video, audio, giochi, libri, interazioni etc., aperte poi a idee e nuove declinazioni in sinergia con la scuola ospitante. Un esempio su tutti: il documento sul viaggio riporta tre sottocategorie opzionabili, “Viaggi delle persone”, “Viaggi delle idee” e “Viaggi delle risorse” con allegate finalità, caratteristiche di interdisciplinarietà con le materie di studio scolastico e metodologia. Gli specifici incontri previsti con il personale educativo GMA sono quattro, per le scuole che volessero visionare le proposte di materiale, è possibile facendone richiesta. Rientra negli obiettivi la scoperta della valorizzazione di terra e acqua, un’inclinazione che segue profondamente la vocazione alla Natura come risorsa: l’associazione, infatti, è attiva anche in progetti di riforestazione di ampie zone dell’Etiopia con piantagioni tipiche dell’ambiente. Il finale di percorso per i ragazzi sarà coronato da manifestazioni in luoghi pubblici e a sostegno dei progetti GMA.

Fra i tanti, un aderente all’iniziativa è stato il Primo Circolo Didattico di S.Giorgio a Cremano, il quale si è attivato altresì con concerti, vendita di calendari sulla attività del GMA. Spalmate su tutto il territorio sono le scuole che quest’anno si apprestano a iniziare il progetto. Si sa, il bombardamento di associazioni, enti di ogni tipo (meritevoli o non) che entrano nelle classi a chiedere aiuto è tanto: il problema è proprio che poi a scapitarci sono le piccole realtà, come appunto il GMA, dall’operato trasparente, le quali si sostengono su crowdfunding, 5×1000, donazioni libere, campagne di adozioni a distanza (meno di 1euro al giorno), senza i grossi finanziamenti su cui pur possono contare colossi come l’UNICEF o Save the Children. Occorre un occhio attento e interessato al discernimento per non fare di tutta l’erba un fascio, per non prendere questo appello come “uno dei tanti”. Il punto di forza di GMA, infatti, è poter contare sulla trasmissione di esperienze di persone che periodicamente si recano sul campo, sospendono i loro mestieri nel mondo di qua e li riprendono a piene mani in quell’altra porzione di pianeta, dovendo spesso assolvere a compiti in cui qui non sono prettamente “specializzati”: ginecologi, anestesisti, impiegati, maestri, studiosi, in missione mescolano le loro identità per dare ognuno una mano all’altro nelle rispettive macroaree di conoscenza. Così vivono e fanno vivere la comunità delle case famiglia di Shashamane, per cui anche piccole conquiste come la disponibilità di una vaccinazione, di una gita, di una nuova conduttura d’acqua o biblioteche scolastiche sono dei grandi passi avanti.

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