News News News

Orfanotrofio ad Asella, inizia una nuova avventura!

Cari amici,

oggi vi scrivo come al solito, ma dentro di me sento un pizzico di emozione in più: oggi siamo andati ad Asella, dove Padre Silvioha fondato il primo orfanotrofio e ha svolto la sua opera più riguardevole, crescere con successo un centinaio di ragazzi, molti dei quali adesso danno una mano attraverso la fondazione “Asella Abba Silvio sons”.
Sono circa tre ore di macchina da Shashamane, ma la strada è bella e il paesaggio si snoda tra pascoli e campi arti alla maniera di 3.000 anni fa. La vegetazione si alterna a zone di puro pascolo anche perché, in alcuni punti, le piante sono state abbattute, con grave danno di tutto l’ecosistema. L’altezza si fa sentire, si arriva a circa 2300-2400 metri e l’aria è pura e rilassante. Anche le mucche, i cavalli, i muli e le pecore non appaiono rinsecchite come nelle zone aride del paese. Ogni tanto anche rivoli d’acqua in cui qualcuno si lavava o lavava i panni.

All’arrivo alla missione, appena il guardiano apre il cancello, avanti a noi appare una ciurma di bambini e ragazzi festanti, ognuno con qualche fiore in mano. Ci circondano con abbracci colorati: non riusciamo a raccoglierli tutti, talmente sono le mani che ce li porgono. Poi andiamo nel luminoso e grande refettorio, dove mangiano l’unico piatto e, alla fine del misero pasto fanno a gara per prendere la cioccolata che abbiamo portato, che viene divorata letteralmente, mentre noto qualcuno che ne porta anche un po’ nella propria stanza, dormitori da 8-10 letti. L’essenzialità è, però, accompagnata da ordine e pulizia: la suora di S. Anna che sta con loro è attenta e amorevole. Dopo il pranzo facciamo a 25 di loro, scelti dalla suora in base a criteri di maggiore problematicità, le foto e le schede . Prontamente i ragazzi, dopo le foto, mi vengono vicino per vedere nella macchina fotografica come sono venuti e, intanto, mi toccano leggermente i capelli, che devono sembrare loro strani perché lisci.

Ce ne andiamo contenti per l’inizio di questa nuova avventura del Gma.
Questi bambini hanno veramente bisogno di essere sostenuti, altrimenti le suore sono costrette a chiudere la casa famiglia, che significa una grande perdita, in termini di istruzione per i piccoli, ma soprattutto di futuro per l’intera comunità.

Non ci rimane che chiedervi: chi li adotta per primo?

Aspettiamo tutti una risposta pronta e positiva!!!

Marisa

Commenta