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L’acqua alla scuola di Mejaha

Mejaha è uno dei villaggi limitrofi di Shashamane, poverissimo, dove il GMA Alem OdV di Napoli ha cercato di dare una mano, con la costruzione sei anni fa di un asilo e l’anno scorso di nuove aule nella scuola governativa.
L’accesso all’acqua pulita è uno dei maggiori problemi di questa zona, con un conseguente alto tasso di incidenza di malattie dovute all’uso di acqua non potabile.
L’allacciamento all’acquedotto centrale è rimasto un sogno nel cassetto per gli ultimi due anni.

Finalmente questo mese Pier Augusto Berardi con la sua tenacia è riuscito a guidare i lavori di scavo e messa a punto delle tubature e così l’acqua è sgorgata!!
Qui di seguito vi raccontiamo, attraverso le parole scritte da Pier Augusto in una delle sue mail, di come 700 ragazzi del villaggio di Mejaha e loro famiglie si siano messi all’opera per giorni e abbiano realizzato gli scavi necessari per le tubature, senza mai chiedere un bicchiere d’acqua!

Il primo giorno l’appuntamento era per le 8.30 di mattina alla scuola di Mejaha.
Si doveva dare inizio allo scavo per poter posare il tubo e portare l’acqua alla scuola.
La strada per avvicinarsi era piena di asini che portavano i carichi al mercato di Shashamane.
È sempre piacevole vedere file lunghissime di asini che portano persone, legna, cereali e tutti i prodotti agricoli per poterli vendere in città.
Oltre alla fila di asini, ai lati c’erano bambini che andavano verso la mia direzione, con pale, zappe, ed un attrezzo che non esiste in Italia, “Ghesò”, un bastone con una lama all’estremità che serve da piccone. Quando sono arrivato ho trovato all’interno della scuola tutti i bambini in fila con un attrezzo in mano. Ma lo scavo non doveva essere fatto dai contadini? Mi sono meravigliato.
Poi ecco la spiegazione: dopo un lungo periodo di siccità, in questi giorni sono arrivate delle scarse piogge che vanno sfruttate, quindi i genitori sono occupati a seminare e i bambini sono stati mandati qui ad occuparsi dello scavo! Isaias, l’idraulico che aiuta nella posa in opera dei tubi, ha tracciato la direzione dello scavo, appena ultimato il direttore ha dato il via agli studenti per lo scavo. Ho notato in particolare una ragazzina che lavorava con impegno e durante un’ora che sono rimasto praticamente non si è mai riposata. Comunque penso che in due o massimo tre giorni lo scavo sarà completato. Per i ragazzi è stata una festa perché era un altro modo di trascorrere la giornata. Intanto un’insegnante mi ha detto che con l’arrivo dell’acqua, anche il rendimento scolastico dei ragazzi migliorerà, oltre che le condizioni di vita in generale”
Ciao, Pier Augusto

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